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Negli spazi
parzialmente restaurati dell'Ex Asilo Filangieri in Napoli, futura sede
della "Cittadella dell'Artigianato", si sono
svolte negli anni 1998/99 alcune importanti esposizioni dell'Artigianato Napoletano di alta
qualità, dedicate in particolar modo all'espressione classica e
tradizionale.
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L'ex
Asilo Filangieri
Il Comune di Napoli, riprendendo un progetto della Sovrintendenza di
Collegamento, ha deciso di restaurare il complesso ex Filangieri, da
destinare a Cittadella dell’Artigianato Artistico.
L’ex Istituto Filangieri è
parte integrante del complesso di
S. Gregorio Armeno.
Appartenevano
all’ Istituto gli edifici che si trovano ubicati nella zona
nord-occidentale dell’isola conventuale benedettina, sulla parte
terminale della odierna Via Giuseppe Maffei e sulla Via S. Nicola al Nilo.
L’intero complesso occupa un’insula tripla del centro storico di
Napoli, ora così delimitata: ad est da Via S. Gregorio Armeno (antico
cardine di Via Nostriana), a sud da vico S. Luciellla, ad ovest
dall’antico cardine corrispondente a Via S. Nicola al Nilo ed a nord da
Via Maffei.
La sua posizione nel
centro storico è particolarmente importante per l’immediata vicinanza
con l’area GrecoRomana del mercato antico di piazza S. Gaetano e con i
due complessi monumentali di S. Paolo Maggiore e S. Lorenzo. L’insula
comprendeva al suo interno
altri due cardini, uno corrispondente a Via della Campana in prosecuzione
di vico S. Severino, inglobato nel convento dopo il 1638, l’altro in
prosecuzione di Via Monte di Pietà, anch’esso incluso nell’area del
Convento sin dalle origini.
La
costruzione del Convento ha inizio nel 1572, secondo il progetto di
Vincenzo Della Monica, che prevedeva un chiostro più ampio di quello
attualmente esistente nel Convento di S. Gregorio Armeno: chiostro che ora
ha la forma rettangolare, con il lato maggiore, composto da 11 arcate,
orientato da est a ovest. La veduta
del Baratta - del 1629 - ci trasferisce un immagine del primo impianto
del Convento confinante ad ovest con Via della Campana.
Le Benedettine, acquisirono nel 1638 la Via della Campana ed i relativi
fabbricati e solo allora il programma del Della Monica poté svilupparsi,
con la costruzione dei corpi di fabbrica su Via Maffei e su Vico S. Nicola
al Nilo e la prosecuzione parziale del chiostro attraverso
l’inglobamento del cardine di Via della Campana.
Dopo il 1638, forse per sopravvenute difficoltà finanziarie, le
Benedettine ridussero il Convento alla attuale dimensione costruendo il
refettorio a separazione delle fabbriche che pervennero in tempi moderni
all’Istituto Filangieri ed al Comune di Napoli e lasciando quindi
incompleto il chiostro del Filangieri. I fabbricati del Filangieri furono
occupati fino al sisma del 1980 dall’omonima Fondazione che vi gestiva
un Convitto-Scuola per la formazione e l’avviamento al lavoro operaio ed
artigiano di giovani orfani del quartiere e della città.
Dopo il sisma del 1980 la Fondazione fu sciolta ed i locali, danneggiati e
sgombrati del Convitto, tornarono alla disponibile proprietà del Comune
di Napoli..
Il progetto di restauro mira alla ricomposizione in un unico circuito
culturale e turistico dell’intera insula di S. Gregorio Armeno dopo
lunghi anni di degrado, di usi impropri, di abbandono e di vero
e proprio saccheggio.
La destinazione del complesso a Cittadella dell’Artigianato d’Arte e
di Tradizione, segnala la centralità del ruolo dell’Artigianato nel
recupero culturale, sociale ed economico del centro storico di Napoli.
L’edificio dell’ex convitto Filangieri, diventa così il momento
principale, anche se non esclusivo, di un itinerario turistico-produttivo
in cui insieme alle chiese e ai prestigiosi monumenti, viene messo a
disposizione dei visitatori l’immenso patrimonio di cultura, di gusto,
di civiltà, rappresentato dagli artigiani di Napoli, con i loro prodotti,
le loro botteghe, la loro arte.
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